Gli accordi

Definizione

"In musica si definisce accordo la simultaneità di più suoni aventi un'altezza definita."
Questo ci dice Wikipedia in merito all'oggetto dei nostri desideri. Applicando il concetto alla chitarra, possiamo tranquillamente affermare che, quando dal nostro strumento escono due o più note contemporaneamente, ascoltiamo un accordo.
Una sequenza di accordi suonati a tempo, costituiscono la base musicale del pezzo da eseguire.

Nella norma un brano musicale è composto da due fattori principali: l'armonia e la melodia; per capire di che cosa stiamo parlando possiamo pensare ad una coppia di persone, uno che suona la chitarra e uno che canta. Quello che suona sta eseguendo l'armonia, quello che canta la melodia. Quindi la melodia è l'aria cantabile mentre l'armonia è una struttura musicale più o meno complessa che funge da supporto armonico alla melodia.

Per fare un parallelo con il cinema immaginiamo la scena di un film dove il protagonista e l'antagonista si sfidano e duello e combattono. La melodia è l'azione dei due personaggi, l'armonia è lo scenario in cui sono immersi, ogni cambio di inquadratura corrisponde ad un cambio di accordo. Naturalmente come nel cinema per avere una scena che funziona si deve rispettare un certo criterio nel gestire la scenografia le inquadrature etc., così nella musica la costruzione dell'armonia deve seguire una sua logica di massima.

La Nota

La nota musicale è il singolo suono emesso da uno strumento o dalla voce. Nel sistema occidentale, le note più comunemente conosciute sono 7:

Do Re Mi Fa Sol La Si Do

Dopo la settima nota (il Si) si ricomincia dal Do.
La nota è un suono e come tale si può dire che è emessa da un corpo elastico che vibra. La sua altezza sonora (ovvero quanto essa sia grave o acuta) dipende dalla frequenza della vibrazione. E' quindi possibile stabilire che distanza ci sia tra le varie note determinandone le frequenze che le generano. Senza entrare nei dettagli delle formule, possiamo dire che per far diventare il Do un Re è necessario aumentare la sua frequenza del 12% circa. In notazione musicale questo 12% si chiama tono e quindi tra il Do e il Re c'è un tono. Anche tra il Re e il Mi c'è un tono. Tra il Mi e il Fa invece c'è solo mezzo tono e quindi la frequenza viene alzata solo del 6%.
schematizzando la situazione è questa:

Do 1
Tono
Re 1
Tono
Mi 1/2
Tono
Fa 1
Tono
Sol 1
Tono
La 1
Tono
Si 1/2
Tono
Do

La Scala Diatonica Maggiore

La sequenza di note sopra analizzata, presa in questo ordine, si chiama Scala Diatonica maggiore di Do. E' una scala in quanto è uno sviluppo nel tempo di singole note ben precise.
E' Diatonica maggiore in quanto segue lo schema 1-1-mezzo-1-1-1-mezzo (tono).
E di Do in quanto parte dal Do.
Il posto occupato dalla nota all'interno della scala si chiama "Grado", dunque il primo grado della SDM (scala diatonica maggiore) di Do è appunto il Do. Il secondo grado è il Re e così via.
Volendo si possono costruire anche SDM che partono da altre note. Per esempio la SDM di Re parte dal Re e quindi avremo seguendo lo schema 1-1-mezzo-1-1-1-mezzo:
I grado = Re; (e questo è facile).
II grado = Mi; in quanto tra il primo e il secondo grado ci deve essere un tono.
 

Tra il secondo grado e il terzo ci deve essere ancora un tono e quindi aggiungendo un tono al Mi. Che cosa otteniamo? La risposta non è così immediata in quanto tra il Mi e il Fa c'è mezzo tono e quindi, aggiungendo un tono al Mi, andiamo a cadere in mezzo tra il Fa e il Sol. In sostanza il terzo grado della scala di Re deve essere un Fa più mezzo tono.

III grado = Fa#;

In effetti il simbolo # (detto diesis) aumenta il valore della nota di mezzo tono.
Analogamente in notazione musicale abbiamo il b (detto bemolle e scritto sempre minuscolo) che diminuisce il valore della nota di mezzo tono. I diesis e i bemolle si chiamano alterazioni.
E' interessante notare come due note alla distanza di un tono l'una dall'altra tipo il Fa e il Sol hanno tra di loro un'altra nota che dista da entrambe mezzo tono e che si chiama sia Fa# (Fa più mezzo tono) che Solb (Sol meno mezzo tono). In realtà il Fa# e il Solb non sono la stessa nota per vari motivi che non staremo ad analizzare, ma comunque il suono prodotto da queste due note è uguale. Le note che producono lo stesso suono si chiamano note omofone.
Tra il terzo e il quarto grado abbiamo mezzo tono quindi dal Fa# arriviamo al Sol

IV grado = Sol;

Ormai il procedimento è semplice e possiamo completare la scala agevolmente:

V grado = La;
VI grado = Si;
VII grado = Do#;
VIII grado = Re;

Riassumendo la SDM di Re è questa:

Re 1
Tono
Mi 1
Tono
Fa# 1/2
Tono
Sol 1
Tono
La 1
Tono
Si 1
Tono
Do# 1/2
Tono
Re

A questo punto è solo una questione di calcoli, possiamo tirarci giù tutte le sette le SDM:

Gradi I II III IV V VI VII VIII
  Do Re Mi Fa Sol La Si Do
  Re Mi Fa# Sol La Si Do# Re
  Mi Fa# Sol# La Si Do# Re# Mi
  Fa Sol La Sib Do Re Mi Fa
  Sol La Si Do Re Mi Fa# Sol
  La Si Do# Re Mi Fa# Sol# La
  Si Do# Re# Mi Fa# Sol# La# Si

La Scala cromatica

Bene, per completare il quadro della situazione occorre fare ordine tra note con e senza alterazione. Alle sette standard senza alterazione analizzate all'inizio se ne aggiungono 5 alterate totalizzando così 12 note che, prese consecutivamente in ordine di altezza sonora formano la cosiddetta scala cromatica.

Do Do# Re Re# Mi Fa Fa# Sol Sol# La La# Si Do
Do Reb Re Mib Mi Fa Solb Sol Lab La Sib Si Do

Nella scala cromatica (che contiene tutte le note conosciute) è possibile rappresentare le note alterate sia con il diesis che con il bemolle.

Le note sulla chitarra

La chitarra canonica è formata da una tastiera solitamente in legno sopra la quale sono tese 6 corde per tutta la sua lunghezza e da una cassa armonica (nel caso di una chitarra acustica o classica).
Le corde producono il suono in quanto sono il corpo elastico che vibra, la tastiera è il sistema meccanico che permette di variare la frequenza della vibrazione e la cassa armonica amplifica il suono emesso.
La tastiera è divisa in tasti, premendo la corda sui tasti la sua lunghezza "vibrante" cambia e si modifica proporzionalmente la frequenza di vibrazione, di conseguenza il suono emesso premendo la corda su tasti diversi, è diverso.
Sulla stessa corda ogni tasto corrisponde a mezzo tono quindi se premiamo la corda su un tasto ed il suono che ascoltiamo è un La al tasto successivo ascolteremo un La#.
Se non premiamo nessun tasto la corda si dice che è suonata a vuoto. Le sei corde suonate a vuoto devono emettere dei suoni ben precisi: la chitarra deve essere quindi accordata. L'accordatura classica é, dalla corda più erta (suono più grave) alla più fina (suono più acuto): Mi, La, Re, Sol, Si, Mi. Esistono molte altre accordature ma questa è di gran lunga la più comune. Conoscendo il suono prodotto dalle sei corde suonate a vuoto e sapendo che ogni tasto dista di mezzo tono dal suo adiacente possiamo mappare tutta la tastiera della chitarra.


Mappa della tastiera
 

Costruzione degli accordi

Di un accordo si può distinguere la tonica e il tipo. Per esempio un accordo di Do maggiore ha la tonalità di Do e il tipo è maggiore.
Un accordo di Do maggiore si costruisce analizzando la scala diatonica maggiore di Do...


 

Grado I II III IV V VI VII VIII
  Do Re Mi Fa Sol La Si Do


 

...e prelevando il primo, il terzo e il quinto grado della scala:


 

Grado I II III IV V VI VII VIII
  Do Re Mi Fa Sol La Si Do

L'Accordo sullo strumento

Dunque il Do, il Mi e il Sol formano l'accordo di Do maggiore. Come si suona sullo strumento?
La cosa assolutamente essenziale è che le tre note ci siano tutte e tre, che non ce ne sia nessun'altra e che vengano emesse contemporaneamente. Ipotizzando di suonare la chitarra con il plettro o comunque di perquotere in qualche maniera tutte e sei le corde dello strumento, ogni corda emetterà un suono e quindi avremo sei suoni. Dovremo premere alcune delle sei corde sui tasti in modo che questi sei suoni coincidano sempre con il Do, il Mi e Il Sol:


Accordo di Do
 

Come si può ben vedere abbiamo suonato tre Mi, due Do e un Sol. Nulla di strano, è un accordo di Do maggiore.
Se ne possono ricavare diversi di accordi di Do sulla tastiera della chitarra, L'importante è utilizzare solo le note facenti parte dell'accordo. Ecco alcuni esempi:

Esempio 1 Esempio 2 Esempio 3


 

Con lo stesso identico principio è possibile costruire tutti gli accordi maggiori delle 12 note della scala cromatica, basta, una volta ricavata la scala con il solito sistema (1-1-mezzo-1-1-1-mezzo) prendere il primo, il terzo e il quinto grado e organizzarli sulla tastiera della chitarra.


 

Gradi I II III IV V VI VII VIII
  Do Re Mi Fa Sol La Si Do
  Do# Re# Mi#* Fa# Sol# La# Si# Do#
  Re Mi Fa# Sol La Si Do# Re
  Re# Mi# Fa##** Sol# La# Si# Do## Re#
  Mi Fa# Sol# La Si Do# Re# Mi
  Fa Sol La Sib Do Re Mi Fa
  Fa# Sol# La# Si Do# Re# Mi# Fa#
  Sol La Si Do Re Mi Fa# Sol
  Sol# La# Si# Do# Re# Mi# Fa## Sol#
  La Si Do# Re Mi Fa# Sol# La
  La# Si# Do## Re# Mi# Fa## Sol## La#
  Si Do# Re# Mi Fa# Sol# La# Si

*E' buona norma della semantica musicale far comparire in una scala tutti i nomi delle note una sola volta. Nel caso della SDM di Do# la scala risulterebbe Do#-Re#-Fa-Fa#-Sol#-La#-Do-Do#. Come si può ben vedere il terzo grado è il Fa e il quarto è il Fa#. Si preferisce sostituire al Fa il Mi# (sua omofona) e al Do il Si# in modo da poter scrivere la scala come Do#-Re#-Mi#-Fa#-Sol#-La#-Si#-Do#. Esistono delle ragioni tecniche che motivano esaurientemente questo artifizio, ma non è questa la sede per affrontarli.

**Per gli stessi motivi alle volte è necessario rappresentare una nota con il doppio diesis quindi un tono più alto. il doppio diesis si può scrivere con una x quindi Fa##=Fax=Sol (=Labb perchè esiste anche il doppio bemolle).

Tipi di accordo

Abbiamo ora 12 accordi maggiori costruiti sulle 12 SDM relative alle 12 note. Cerchiamo di analizzare i Gradi che compongono l'Accordo. Il primo grado è la tonica: oltre a dare il nome all'accordo ne è anche la più rappresentativa a livello sonoro. La tonica potrebbe tranquillamente sostituire l'accordo senza nè sfigurare nè cambiandone il senso musicale. Il quinto grado, detto anche Dominante si può dire che è il braccio destro della tonica. Musicalmente non è così rappresentativo dell'accordo come il primo grado ma comunque porta con se buona parte del senso dell'accordo.
Il terzo grado è chiamato Mediana. La mediana non regge su di se il significato musicale dell'accordo come gli altri due gradi ma ne caratterizza il modo. Se la mediana dista dalla tonica due toni si dice che l'accordo è maggiore, se invece dista un tono e mezzo l'accordo sarà minore. Dunque, schematizzando, se abbiamo un accordo con questi gradi: 1-3-5 questo sarà maggiore, se invece abbiamo: 1-3b-5 (3b significa terzo grado meno mezzo tono) sarà minore. La differenza musicale tra un accordo maggiore e uno minore è significativa.
Un accordo maggiore offre sensazioni solari, aperte, limpide; un accordo minore invece è più intimista, riflessivo, quasi malinconico. Entrambi i tipi di accordi comunque si possono definire stabili nel senso che non creano particolari situazioni di tensione musicale (fermo restando particolari contesti).

 

05/05/2008


 

Lo staff di CHORDonLINE





 

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